Qual’è la storia delle Teste di Moro?

Testa di Moro Siciliana

Si racconta che a Palermo, nel bellissimo quartiere arabo ‘Al Hâlisah (oggi la Kalsa), dove un tempo soggiornava il sultano, in un palazzo viveva una fanciulla che amava passare le proprie giornate a curare i fiori e le piante del suo balcone.

Un giorno si trovò a passare sotto il suo balcone un giovane moro che, vedendo la fanciulla così bella e aggraziata se ne innamorò (colpo di fulmine fu!). Immediatamente le dichiarò il proprio amore, e la ragazza, vedendo nel giovane tanta forza, audacia e passionalità, ricambiò più che volentieri il sentimento.

Ma da qui, la storia d’amore subisce un cambiamento, e da romantica e sdolcinata che era, inizia ad assumere un aspetto thriller. Sfortunatamente (per lui) il giovane moro era sposato con Prole.

La ragazza, che venne a saperlo, e, come ogni femmina che si rispetti, iniziò a tramare una vendetta. Durante la notte, mentre il giovane dormiva lei prese una spada e gli tagliò la testa. La testa mozzata, messa in balcone come vaso portafiori per adornare le bellissime piante della fanciulla. Da questo nascono le Teste di Moro Siciliane.

Un’altra storia sulla Testa di Moro Siciliana

Più credibile visti i temi e i luighi, scagionerebbe la donna. La fanciulla, di nobili origini, viveva un amore clandestino con un giovane arabo. Questo amore impossibile venne ben presto scoperto e punito con la decapitazione di entrambi i giovani innamorati.

La vergogna di questo amore, sarebbe stata, inoltre proclamata dall’affissione di entrambe le teste (tramutate per l’occasione in vasi) su di una balconata. Lo scempio, esaltato da queste teste poste alla mercé dei passanti, sarebbe stato in tal modo un monito fattivo contro ogni altra possibile sconveniente passione. Per tale motivo, le Teste di Moro siciliane sono realizzate in coppia, in ricordo ed in onore dei due innamorati assassinati

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